ago 092010
 

Relax per (47) che è volata alle Bahamas per riposarsi forse dopo le fatiche del suo non proprio fortunato tour. E pare proprio che a causa dello stress per essere tornata dopo anni sul palco, abbia preso peso come dimostrano gli scatti che la vedono sabato scorso al mare e con un costume bianco intero mentre è su una spiaggia della nota località turistica, ed è in compagnia della figlia Bobbi Kristina e di alcuni amici. E si stenta a riconoscere la bella artista americana in queste foto, che la vedono ovviamente in versione mare, senza trucco e parrucco, ma con un ‘aria un attimo stralunata e con dei chiletti sparsi soprattutto nel giro vita.

E per questo motivo che noi di Gossippando evitiamo di sottoporre alla vostra attenzione questi scatti come la prova costume da promuovere o bocciare, anche perchè è evidente che sia ingrassata e sia fuori forma, ma speriamo che almeno conduca una vita più salutare e lontana da certe cattive abitudini, anche se per molti continuerebbe ancora a fare uso di droghe! Noi speriamo di no, e per rimettersi in forma c’è sempre tempo, soprattutto con i rimedi e mezzi che hanno le star! Non vi pare?

fonte Socialite Life - Photos: Mavrix Online



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  16 Commenti su “Whitney Houston in costume alle Bahamas”

  1. @ Rox:
    Carissima Rox i Grandi Fan ci sono ancora, io sono una di essi! NE VADO FIERA e di certo nn mi metto a criticare una Donna come Whitney per il fatto che a causa del cortisone (preso per le infezioni alla gola durante il Tour) ha preso dei chili…criticatela ma sappiate che ha sbagliato, è caduta E SI è RIALZATA!!!!! aveva a un fisico che qualsiasi donna sulla terra invidiava! haha il fatto che Whitney non abbia più nulla da dare è da vedere e credo che il prossimo anno te ne darà nuovamente dimostrazione! è una delle più grandi donne al mondo ! la cellulite ce l’ha anche lei e si porta anche le sue occhiaie!aveva a un fisico che qualsiasi donna sulla terra invidiava! la bellezza di whitney va ben oltre i vostri commenti !!!

  2. beh c’è da dire ke è già da più di un anno ke è tronata a cantare e fino a poco tempo fa era xfetta anke di fisico,adesso devo dire ke nn trovo ke la situazione sia irrimediabile,alla fin fine ha acora le gambe e le braccia magre diciamo ke li ha messi tutti sul giro vita,voglio dire le basta ben poco ad appiattirla 1 pò,tanto a 47 anni nn è necessario essere piatte e xfette,penso e dopo il tour si metterà1 pò a dieta ,ionn penso ke sia più una drogata,e certamente come tutti i tossicidipendenti sempre sul filo del rasoio,ma nel complesso la vedo in forma,è concesso a tutti ingrassare magari x l’avvento della menopausa???anke xkè proprio qsto fenomeno fa allargare il giro vita,nn pensiamo sempre al peggio o alle cause più tragike…e anke x qnto riguarda il canto,la sua voce è mutata e canta in maniera diversa,certo è ke qndo nei programmi televisivi deve cantare 2 brani va bene,ovviamene un concerto la affatica maggiormente e le stekke aumentano….nn spargiamo fango inutilmente….

  3. @ Melania:
    ps: apprezzo il tuo sfogo, non provo pena ma sincero dispiacere. purtroppo non mi dici nulla di nuovo, la tua storia è simile alla mia e a quella di tante e tante altre con piccole variazioni sul genere. non credo che mettersi in competizione per chi ha sofferto di piu (non ho detto che lo hai fatto tu, sto parlando in generale) aiuti molto però, altrimenti si sposta solo il focus della propria ossessione: dal voler essere la piu magra al voler essere quella che ha sofferto di piu. meglio apprezzare il fatto che non si è soli (detto cosi suona un po’ squallido ma tal’è), sapere che qualcuno ha visto gli stessi mostri può essere abbastanza d’aiuto.
    pps: un medico che non dice a un atlate che non potrà mai piu tornare a fare gare è un povero incompetente! prima di ogni terapia, medica o psicologica che sia, si espongono le reali possibilità di recupero e gli obbiettivi concreti che si possono raggiungere senza creare false aspettative ne nel pz ne nei familiari. L’onesta è alla base della compliance in medicina e dell’alleanza terapeutica in psicologia (che sostanzalmente sono la stessa cosa).

  4. @ Melania:
    Non credo che ci comprendiamo..il tuo ‘volere è potere’ nel primo commento non era riferito alla forza di volontà per uscirne ma al fatto di essere riuscita a recuperare una perfetta forma fisica nonostante la malattia, poi hai cambiato versione. Ma detto proprio crudelmente: l’obbiettivo non è quello di avere un fisico che molte ti invidierebbero o ancora tutto gira intorno alla malattia, la conquista è sentirsi libere di decidere come trascorrere le proprie giornate, rispettarsi e amarsi al di la dei kg e delle taglie. La guarigione non è questione di autocontrollo come dici tu, il controllo chi soffre di disturbi alimentari (bulimia e anoressia non sono che due espressioni dello stesso disagio, non è importante la modalità con cui ti approcci al cibo ma quello che ti spinge ad avere un rapporto malato con lui) lo ricerca spaspmodicamente, chi ha piu controllo di una con un dca?? orari stabiliti, conteggio delle calorie, calcolare alla perfezione i minuti di attività fisica per smaltire le calorie ingerite, contare il numero di maccheroni etc etc. L’ossessione del controllo E’ la malattia! La cura è abbandonare il controllo e ritrovare l’istinto, ho fame si o no? cosa ho voglia di mangiare (e non cosa DEVO mangiare per restare con un fisico invidiabile). ma questa è solo la punta dell’iceberg, il sintomo, e se non si lavora su tutto quello che ci sta sotto non si fanno grandi progressi. ma lo saprai anche meglio di me.
    Il mio non è un attacco a te, ma quando una vuole guarire è inutile che si racconti che lo farà solo a patto che mantenga il peso forma! Alla fine del percorso si, avrà il suo peso forma ma è davvero questo l’importante?? Io piuttosto a quelle che timidamente iniziano a pensare di chiedere aiuto racconterei che il premio finale dopo tanto dolore è che ti amerai a prescindere da come sarà diventato il tuo corpo alla fine della cura (non abbiamo tutte un fisico perfetto di base, un metabolismo da leoni, alcune mangiando in maniera sana e concedendosi dolcetti e disertamenti dalla palestra si ritrovano con qualche rotolino in piu!)

  5. @ Stellavellutata:

    E’ fuor di dubbio che tu abbia utilizzato le mie parole estraniandole dal contesto in cui sono state scritte, altrimenti avresti compreso il senso del commento.
    A) Io ho citato misure oggettive e universalmente constatabili, quali peso ed altezza, in risposta alla tua affermazione che sostanzialmente escludeva il ritrovo di una forma fisica auspicabile dalla guarigione della malattia, affermazione assai grave questa, perché non si può pensare di stimolare una bulimica a guarire dando per assunto che essa non ritroverà mai più un “fisico al top”, per utilizzare i tuoi stessi termini; non puoi dire ad un’atleta, che ha subito un infortunio temporaneo, che non ritroverà mai più la sua forma fisica ottimale necessaria per gareggiare, perché altrimenti quest’ ultimo non avrà neanche la volontà psichica di tornare a correre! Credi davvero che la tua affermazione possa aiutare una bulimica, la cui vita ruota attorno al cibo e al condizionamento che esso provoca? ERESIA!

    B)Asserisci che il mio motto “VOLERE E’ POTERE” è quello di “un’anoressica, maniaca dell’autocontrollo”; mi domando in che modo tu ne sia uscita dalla bulimia! La bulimia, saprai meglio di me, nasce da un senso di vuoto interno che colmi nella ricerca disperata e smodata di un’ ingente mole di cibo, che in normali condizioni di AUTOCONTROLLO non ingeriresti MAI! L’AUTOCONTROLLO è fondamentale per uscirne, e proprio in virtù di questo, la tua affermazione è nuovamente priva di cognizione di causa. Ho trascorso giorni in cui mangiavo e vomitavo per 5- 6 volte nell’arco di 24 ore; ti risparmio l’elenco di ciò che mangiavo, perché ancora oggi a distanza di mesi il ricordo del “momento dell’abbuffata” mi provoca un dolore lancinante. Me lo sono ripetuto per mesi che VOLERE E’ POTERE, mi sono ripetuta per mesi che il mio autocontrollo e la consapevolezza di me stessa avrebbe alla lunga avuto la meglio su quel mostro indecente che è la BULIMIA; sono rimasta chiusa in casa senza uscire per 6 mesi, si hai letto bene, 6 mesi senza mettere un piede fuori dalla soglia di casa mia, e solo io so che cosa ho attraversato in quei momenti; non ti faccio mistero del fatto che più di una volta ho pensato che sarebbe stato molto più semplice togliermi la vita, nonostante non abbia poi mai tentato concretamente, e per mancanza di “coraggio”, e per quel barlume di AUTOCONTROLLO che ancora mi permeava e che ogni volta mi consentiva di combattere. Le ricadute sono state copiose, la strada per intravedere un getto di luce è stata tortuosa e irta di ostacoli; le lacrime di mia mamma; il viso straziato di mio padre ogni volta che uscivo dal bagno dopo aver vomitato; un fidanzato che, dopo 4 anni e mezzo di relazione, mi ha lasciata quando ne è venuto a conoscenza, augurandomi di morire con due dita in gola; un fratello che non accettava che sua sorella si fosse ammalata; la gente che mormorava e giudicava senza conoscere la mia sofferenza, affermando che i miei erano solo i capricci di un’aspirante velina; amiche che nel momento in cui più avevo bisogno del loro sostegno si sono allontanate, forse per timore di non saper affrontare la situazione, o più palesemente per mancanza di amicizia; le abbuffate nel cuore della notte quando nessuno poteva scorgermi; i giorni di digiuno in cui mi privavo anche di assumere un solo bicchiere d’acqua; le ore trascorse in bagno a vomitare fino a graffiarmi la gola con le unghie e a sputare sangue; il panico che mi assaliva se, dopo aver fatto la mia abbuffata, trovavo il bagno occupato; i sensi di colpa; i buoni propositi: “DA DOMANI NON VOMITO PIU’” che fallivano clamorosamente; la fallace autoconvinzione che ne sarei uscita quando lo avessi desiderato, io non ero malata; le bugie alle amiche in cui fingevo di essere guarita, per essere trattata senza particolari attenzioni; le cene (poche, le evitavo sempre) fuori con gli amici in cui fingevo di mangiare ma tutti si accorgevano che mentivo; le sconfitte; i fallimenti; la cura dalla psicologa, alla quale devo la vita, che inizialmente non accettavo; le zucchine grigliate e scondite che, nell’ultima fase della cura, nel tentativo di riniziare una “sana” nutrizione dai minimi livelli, contavo in maniera maniacale; le crisi di astinenza da abbuffata; i pianti e le urla insopportabili che si ripresentavo ogni qualvolta sentivo che dovevo abbuffarmi, quando percepivo che stavo per cedere; le spese costosissime di “cibo proibito” che facevo di nascosto; le abbuffate che mi programmavo quando ero fuori casa,parimente ad una malata di droga che non vede l’ora di farsi la sua dose, e in ultimo, ma non meno gravi i problemi di salute fisica che ne sono conseguiti. Forse non mi crederai, tuttavia a me quel motto ha salvato la vita, me lo ripetevo fino a stordirmi, sbattevo la testa vicino al muro pur di non cedere al mio non auto- controllo, e tutt’ora ci sono volte in cui ancora devo combattere strenuamente con il mio non self-control, MA NON CEDO PIU’ ORAMAI. La predisposizione psicologica è ancora quella di una che si lascia condizionare dal peso, ma questo mi pare scontato che sia così; dovresti saperlo anche tu che, nonostante se ne esca, il condizionamento rimane, se pur a tinte tenue, con la discriminante distinzione, però, che sei in grado di gestirlo; questo differenzia la malata di bulimia dalla non malata: L’AUTOCONTROLLO, il VOLERE che diviene POTERE, perché comprendi che se non vuoi mentalmente cedere al desiderio irrefrenabile di cibo, PUOI. Comprendi che non sono le abbuffate di cibo quelle che ti faranno guarire e colmeranno il tuo vuoto interiore, bensì le abbuffate di autentico amore altrui, di sedute psicologiche, di amici, di genitori che ti tengono per mano e non ti abbandonano, di rispetto verso te stessa, di sano amor proprio. Dalla bulimia se ne esce! Occorre forza di volontà (ribadisco), persone competenti a livello professionale, ma soprattutto AMORE; sarà l’amore delle persone che vi circondano a farvi credere in voi stessi, a farvi recuperare quell’autostima perduta; saranno loro che insieme a voi sconfiggeranno quel mostro infame che si è prepotentemente impadronito della vostra vita. Siate coraggiose e lottate; non permettete a NIENTE e a NESSUNO di sottrarvi della vostra libertà di vivere, ognuna di noi ha diritto alla sua felicità. Perdona il mio essere prolissa, ma non ho il dono della sintesi.

  6. @ Stellavellutata:
    (K) ben detto tesora


   
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