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Ligabue presenta ‘Niente paura’ al Festival di Venezia

Per lui il mondo del cinema non è nuovo e nel quale con due pellicole di tutto rispetto ‘Radiofreccia’ e ‘Da zero a dieci’ si era fatto conoscere ed apprezzare anche come regista, oltre che cantante rock affermato e artista amato ed acclamato nel nostro paese. Non è neppure nuovo al Festival di Venezia dove aveva partecipato sia con la sua prima ‘opera cinematografica’ e poi nella giura dello scorso anno presieduta da Ang Lee. E ieri Luciano Ligabue (50) è arrivato in laguna per presentare un documentario fuori concorso, Niente paura – Come siamo come eravamo e le canzoni di Luciano Ligabue” diretto da Piergiorgio Gay e che racconta gli ultimi 30 anni della nostra tartassata Italia con le sue canzoni e che vede oltre al cantautore italiano, anche Carlo Verdone, Fabio Volo, Paolo Rossi, Javier Zanetti. (all’interno trama e trailer)

E come tradizione prima ha fatto l’incontro con la stampa in mattinata e poi in serata è arrivato sul red carpet dell’evento dove da perfetto rocker si è presentato con look sbarazzino, vestito di casual, abbronzato e con le sue chiome fluenti e ha posato per le foto di rito e firmato autografi ai tanti fans arrivati.

E durante l’intervista ha dichiarato:

Sono un ospite e mi piace pensare di essere stato anche uno spunto.

Mi ha lusingato la proposta che mi e’ stata fatta anni fa di raccontare una parte del nostro paese con le mie canzoni, utilizzate come punto denominatore, usando una voce sentimentale come quella che ho sintetizzato nella canzone ‘Buonanotte all’Italia’. E’ stato molto piacevole poi vedere come il regista Piergiorgio Gay ha utilizzato i miei lavori all’interno del suo racconto.

Nel Rock vince un po’ il nichilismo, io invece voglio anche portare speranza, penso non ci siano alternative a questo tipo di sentimento. Passero’ per buonista, ma non m’importa.

Trama dal sito ufficiale del Festival:

Raccontare un musicista italiano e il suo pubblico per ripercorrere gli ultimi trent’anni del nostro Paese. Ma possono le canzoni raccontare la società? E può il percorso artistico di un musicista – nel nostro caso Luciano Ligabue – raccontare come eravamo e come siamo adesso? La musica popolare parla di noi, e spesso ci ritrae meglio di tanti saggi o studi sociologici. Parte da un’emozione, dal ritmo, in maniera viscerale. Una canzone può semplicemente rimanere legata a un momento particolare della nostra vita, darci felicità, amarezza o nostalgia nel ricordo. Addirittura “celebrare” un evento cruciale, diventare “rito”, nel senso più laico e bello del termine. Canzoni ed emozioni. Canzoni nello scorrere della vita personale ma anche sociale e politica. Canzoni e memoria. Memoria personale e memoria collettiva, nel duplice senso di memoria di un Paese e memoria di tante persone insieme. Perché Luciano Ligabue? Perché è un musicista italiano popolare; perché nei suoi concerti quando canta Non è tempo per noi, vengono proiettati sul maxischermo gli articoli della Costituzione italiana; perché quando canta Buonanotte all’Italia scorrono alle sue spalle i visi delle persone che hanno fatto qualcosa per questo Paese; perché quando finisce i concerti si rivolge al pubblico dicendo: “Vorrei augurare la buona notte / a tutti quelli che vivono in questo Paese / ma che non si sentono in affitto, / perché questo Paese è di chi lo abita / e non di chi lo governa”. 

fonte| Agi News – foto Zimbio – La Biennale

8 Commenti su Ligabue presenta ‘Niente paura’ al Festival di Venezia

  1. Stellavellutata // 7 settembre 2010 alle 10:43 //

    @ antide:
    io aspetto il fumetto del (bellissimo) libro ‘La neve se ne frega’…l’idea nel libro è la stessa di Benjamin Button ma è arrivato moooooolto prima!

  2. Ligabue a tutto campo in questi giorni :) Concerti e cinema :)

    E i prossimi appuntamenti si preannunciano scoppiettanti!

  3. non mi piace,nè lui nè la sua musica

  4. Stellavellutata // 6 settembre 2010 alle 18:13 //

    @ eli80:
    a me del nuovo album piace tantissimo, ‘Quando mi vieni a prendere?’
    E’ sulla strage di Dendermonde del 2009, quando un folle è entrato in un asilo e ha sparato sui bambini. E’ scritta dal punto di vista di un bambino che si sveglia, fa colazione con la mamma che lo accompagna a scuola e vede questo pazzo entrare in classe senza capire bene cosa stia succedendo essendo piccolo. Fino alla fine non si sa se è uno dei sopravvissuti o degli uccisi, la prima volta che l’ho ascoltata mi ha fatta piangere, da brividi.

  5. io ero a bologna sabato sera, allo stadio dall’Ara…
    un super mega concertone, un casino di gente e lui che dispendiava sorrisi a dx e a manca… per non parlare di quando incitava il pubblico ad applaudire a ritmo.
    ma l’emozione + grande è stata quando ha cantato “lettera a Francesco..” ed alla fine l’ha dedicata e scritta per Francesco Guccini, anch’egli di bologna.. anch’egli tra il pubblico come uno di noi!!!
    bellissimo… ancora ora mi viene la pelle d’oca!
    vi consiglio di guardare su youtube “lettera a francesco stafio dall’ara bologna 2010” ed ascoltarla….

  6. @ Stellavellutata:
    ah però che bravo..ne ignoravo tutte queste cose…non mi piace come cantante…ma è sempre un piacere sapere di chi come lui è umano e generoso 😉

  7. Stellavellutata // 6 settembre 2010 alle 13:38 //

    Lui è un mito vivente, il mio mito vivente! Luciano è un grande artista ma anche un grande uomo!!
    Faccio volontariato in ospedale e mi è capitato di incontrarlo perchè un ragazzo ricoverato era un suo grandissimo fan e lui è venuto a trovarlo chiedendo di restare da solo con lui. Poi gli ha offerto la possibilità di assistere a un suo concerto, ma il ragazzo per questioni mediche non poteva e cosi lo ha portato ad assistere alla prove. L’anno successivo è tornato a trovarlo senza che nessuno glielo chiedesse e quando ci ha lasciati, il Liga lo ha ricordato in un suo concerto. Il tutto senza ombra di giornalisti..anzi mi spiace quasi raccontarlo.
    Tra l’altro la sua canzone “Quella che non sei” l’ha composta dopo aver conosciuto una ragazza anoressica (e fa paura per quanto abbia colto nel segno, per come descriva davvero cos’è l’anoressia). Anche lei poi morì e lui le dedicò il concerto di Rossano Calabro nel 95 o 96 non ricordo bene. E’ stato il mio primo concerto del Liga, ero piccolissima e l’arena in cui l’aveva fatto era minuscola…altro che S.Siro!!
    Lo adoroooooooo

  8. sempre bellissimo 😉

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