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Quando il ‘diavolo che veste Prada’ (Wintour) incontra quello che veste Gucci (Sozzani)!

La ‘Crudelia DeMon della moda’, la ‘dittatrice in fatto di  fashion e tendenze’ ovvero la perfida editor di Vogue America  Anna Wintour (61) mercoledì scorso  durante una sfilata della settimana della moda di Milano è stata immortalata con la collega italiana, l’editor di Vogue Italia Franca Sozzani (60). Le due colleghe a ‘braccetto’ per la collezione primavera-estate 2011 dalla maicon diretta da Frida Giannini, e vedendole l’uno al fianco dell’altra è come se ‘il diavolo che veste Prada avesse incontrato quello che veste Gucci’ anche se immaginiamo che la nostrana direttrice sia sicuramente meno antipatica di quella made in Usa!

La ‘tremenda Wintour’ è arrivata a Milano, oltre che per le sfilate, anche per sostenere il lodevole progetto ‘Vogue per i giovani’ del quale vi avevamo parlato in precedenza, un modo  il suo forse anche per recuperare un pò di simpatie in Italia dopo tutte le polemiche della scorsa primavera, quando aveva imposto che la settimana della moda milanese fosse solo di 3 giorni, dettando legge a casa nostra e scatenando l’ira di molti stilisti nostrani. E ovviamente la sua apparizione  per Gucci non è passata inosservata, in prima fila con l’immancabile caschetto e mise bianco-nera. Ma per una come lei che detta legge in fatto di moda sarebbe ora di ‘svecchiarsi’ con il suo look e prima che come si sussura da qualche tempo venga sostituita pare dalla collega francese, editor di Vogue Francia., Forse è arrivata l’ora che il ‘diavolo’ vada in pensione!? E tanto per capire di chi stiamo parlando all’interno potete leggere ‘succose curiosità’ su questo ‘mostro di simpatia’ che siamo sicure ve la renderanno anche più ‘simpatica’..si fa per dire ovviamente!!!

Curiosità da Wikipedia:

Il suo braccio destro Andrè Leon Talley ha dichiarato che la Wintour non sopporta le persone sovrappeso e che ha concesso la copertina di Vogue alla celebre presentatrice americana Oprah Winfrey solo a condizione che perdesse almeno venti chili. La giornalista Grace Coddington durante uno speciale dedicato alla Wintour nella trasmissione americana 60 Minutes with… ha ammesso che i canoni estetici della sua direttrice nel selezionare modelle e celebrità da fotografare su Vogue sono a dir poco estremi. A chi la accusa di scegliere modelle eccessivamente magre e di promuovere l’anoressia la Wintour risponde che in America è l’obesità ad essere una piaga sociale e non l’anoressia e che invece di soffermarsi troppo su quest’ultima bisognerebbe promuovere interventi contro i disturbi da sovra-alimentazione e a favore dello sport.

In questo modo i grandi stilisti della moda italiana fanno a gara per contendersi la presenza della Wintour nei pochi giorni in cui soggiorna in Italia e per questo gli orari delle sfilate spesso si accavallano ed hanno ritmi serrati. Inoltre le piccole realtà emergenti della moda italiana protestano poiché snobbate dalle testate giornalistiche che contano. La stilista Krizia si è dichiarata profondamente indignata dal modo in cui la Wintour strumentalizza il suo potere e Roberto Cavalli si dichiara insofferente allo strapotere della giornalista e al modo in cui gli stilisti italiani la riveriscono senza battere ciglio. Cavalli inoltre spiega che a Parigi case di moda come Christian Dior o Louis Vuitton ignorano la richiesta della Wintour di abbreviare la settimana della moda nella loro città e questo atteggiamento, a suo parere, dovrebbero adottarlo anche i suoi colleghi italiani.

La Wintour è una grande appassionata di pellicce, di cui si fa spesso rifornire dalle maison Chanel e Fendi. Per questo motivo spesso è stata presa di mira da gruppi di animalisti che all’uscita dalle sfilate le hanno lanciato addosso vernice, uova e altro. Nonostante questo ha continuato a ribadire il suo amore per la pelletteria e ha assunto un servizio di sicurezza che la scorti e la protegga da nuovi attacchi di protesta in futuro.

In molti, compresi stilisti come Roberto Cavalli e Krizia, l’accusano di privilegiare la moda americana danneggiando quella italiana. Infatti ad ogni settimana della moda in Italia la Wintour pretende ed ottiene che i giorni di sfilate a Milano vengano ridotti da sette a cinque o tre per non dover rimanere troppo a lungo nel capoluogo lombardo.

fonte foto | Zimbio – Photo by PacificCoastNews.com)

16 Commenti su Quando il ‘diavolo che veste Prada’ (Wintour) incontra quello che veste Gucci (Sozzani)!

  1. Stellavellutata // 27 settembre 2010 alle 11:59 //

    ma sono sbarcati i marziani????

  2. oh, io adoro Grace Coddington (dovete vedere assolutamente the september issue)!!! comunque anna wintour è insostituibile, svolge un lavoro eccellente e vende la sua rivista come non mai. diciamo pure che l’edizione americana di vogue è una delle più commerciali (quella francese/italiana sono più artistiche), ma d’altronde si parla dell’america, nazione votata al commercio e al lusso sfrenato (e ancheun pò pacchiano, ma de gustibus…). riguardo al suo modo di vestire, beh, io lo trovo assolutamente adatto alla sua persona, sempre meglio di ADR che ci propone mises assurde senza affermare un proprio gusto personale…

  3. ke dire…. ha tnt pregi e tnt difetti x essere arrivata dove è ora… xo la stupenda moda italiana (mi riferisco soprattutto a valentino ke adoro) non dovrebbe piegarsi alle sue volontà rimane pur sempre 1 xsn cm ttt le altre anke se molto influente. sbaglia certamente a scegliere sl modelle veramente magre x vogue america ma in fondo finkè qst è la moda si adatta, e poi secondo me nn conta grasse o magre basta ke facciano copertine stupende….

  4. @ Sasà:
    siiiiii e sai che mi piace scambiare pareri con chi ne sa più di me…e con te che ogni tanto compari e commenti 😉

  5. Ma ci mancherebbe. Ogni persona ha la sua opinione ed il proprio punto di vista. Siamo tutti adulti e come dimostrato si può creare un dialogo costruttivo. Buona giornata a tutti

  6. @ Sasà:
    non mi piace e ci vuole aria nuova….tutto qui..onore e merito a ciò che ha fatto finora ma la Wintour deve andare in pensione per me..ovviamente è il parere di una profana un modesto parere di una consumatrice e lettrice di moda..punto…una delle tante..della massa …e non dell’elitè.. 😉

  7. ..appunto Isa, non confermano la regola: che abbia citato solo uno o due stilisti italiani non vuol dire che non apprezzi gli altri. E poi è noto a tutti che i direttori di Vogue prediligono gli stilisti del proprio paese…Lo ha ammesso la stessa Sozzani (Vogue Italia).

  8. Ho detto Prada e Gucci, ma non ci sono solo loro. Valentino è una presenza fissa, così come Armani, Alessandro dell’Acqua, Bottega Veneta. Naturalmente nella rivista Americana le maggiori inserzioni sono destinate agli stilisti made in USA, ma mi sembra normale, d’altro canto la stessa cosa vale per Vogue Italia che predilige il Made In Italy, superiore, tra l’ altro, a tutto. Ogni rivista difende il suo, è normale e giusto che sia così, ma da qui a dire che Anna snobba i nostri marchi, è una sciocchezza, per due ragioni: i migliori marchi parigini ed americani sono gestiti da designer ed art director italiani, e poi il secondo motivo è che la moda è italiana, noi siamo stati i primi in assoluto a creare l’ alta moda. Escluderci sarebbe un suicidio editoriale. Basta farsi un giro nelle vie più importanti d’ america per notare che gli store più prestigiosi sono proprio quelli Italiani, Versace in genere costruisce dei veri palazzi che più che negozi sembrano castelli. Anna lo sa, e lo sa anche chi ama la moda, chi compra e lavora da Vogue.

  9. @ Sasà:
    e sono due…Prada e Gucci…poche eccezioni che non confermano la regola 😛

  10. La moda vera è lusso, dunque per definizione non adatta a tutti. In ogni caso ci sono molti stilisti italiani validi e interessanti, Prada è solo una delle tante. Ma Anna non ha mai detto che è l’ unica stilista italiana a piacerle. Frida, stilista di Gucci, ad esempio, è una sua amica e nella rivista americana di Vogue spesso ci sono intere pagine dedicate al marchio Gucci. Informatevi…please.

  11. ..ma questo è il gioco e non è vero che le regole si cambiano, se così fosse, dopo anni di dibattiti, non dovremo più vedere in passerella modelle così magre o così giovani. Giusto o sbagliato che sia c’è e ci sarà sempre una Anna Wintour che ne detterà le regole.
    Se proprio non andava bene a nessuno, mi chiedo come mai tutti e sottolineo tutti gli stilisti italiani presenti alla settimana della moda, si siano premurati di modificare e sacrificare il calendario per andare incontro al suo volere. Eh no, mi sa che certe regole non si cambiano.

  12. @ Danielle:
    le regole del gioco si cambiano, si mutano, si adattano ai tempi e alla velocità delle mode..dallo street-style..Perchè i comuni mortali non possono permettersi i guardaroba e le collezioni scelti dal ‘Diavolo’ !!
    E non è detto che le sue scelte siano sempre giuste ..ma piuttosto fatte in nome del fashion-biz e dagli enormi interessi che lo reggono…A suon di dollaroni anche lei ‘si fa piacere’ delle perfette oscenità…come accade il contrario quando ne boccia delle altre grandiose… :-S

  13. Cari signori,
    la Wintour è la moda: nel senso che sono le grandi riviste di moda e i loro direttori a fare il brutto e il cattivo tempo, a scegliere quale stilista far divertare grande e quale affondare. Questo è il regno della moda e Anna Wintour, volenti o nolenti, ne è la regina. Il fatto che la continuino ad invitare nonostante i suoi capricci nè è la riprova. Chi vuole emergere ha bisogno di lei tanto quanto chi vuole restare nell’olimpo. Queste sono le regole del gioco.

  14. @ Sasà:
    io sono d’accordo con quei stilisti italiani che la contrastano a prescindere da quali siano…e il fatto che salvi solo Prada la dice lunga…credo che oltre Miuccia ce ne siano di meritevoli nostrani made in Italy?? non credi ?? :-S

  15. Il fatto che giudichi Krizia e Cavalli degli stilisti la dice lunga su due cose: il tuo stile e la tua scarsa informazione sulla moda, quella vera, non quella che credete voi.
    Buona giornata.

  16. scusate la sia l’americana ma cnhe la nostra italiana con quei capelli alla LadY GODIVA , fatele stare a casa a lavorare…..noi lavoriamo nella moda lacremenet e rischiamo ogni giorno che questi elementi si alzino male e distruggano il lavoro di anni.
    chi non ama noi italiani se ne stia a casa. Ricordo che a Bryan Park non ho mai visto una”celebrity” italiana o una giornalista italiana seduta in prima fila….. e allora??
    Krizia e Cavalli hanbo ragione, ci sono anche altri stilisti che la pensano cosi’, si facciano avanti…..tanto i clienit americani vengono a comperare se sono interessati, altrimenti non vengono quindi meglio risparmiare e abbassare i prezi.

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