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Al cinema con Gossippando:la recensione de ‘Il discorso del Re’

Il discorso del Re – Voto 7 e ½ – Il film è stato adattato dallo sceneggiatore britannico David Seidler, ex balbuziente, e tratto dai diari del vero logopedista Lionel Logue, per la regia di Tom Hooper, candidato a 12 premi Oscar con Colin Firth, Geoffrey Rush e Helena Bonham Carter. La storia, realmente accaduta, è drammatica e amara ma condita da scene ironiche dall’umorismo British che rendono più dolce l’atmosfera del film. La storia narra di Bertie (un’incredibile Colin Firth), balbuziente sin dall’infanzia, che  l’11 dicembre 1936, all’inaspettata abdicazione del fratello Edoardo VIII, salì al trono e venne incoronato Re Giorgio VI d’Inghilterra.

L’affresco storico è dettagliato, ricercato e coinvolgente. La seconda guerra mondiale macchia il suo trono di rosso porpora ma lui riesce a conquistare comunque la stima e l’affetto dei suoi sudditi rimanendo vigile e presente dal 1936 al 1952. Viviamo la fragilità di un uomo che lotta per superare il limite del linguaggio vibrante, un re senza voce, un re che ha paura e che si affida alla compagna (Helena Bonham Carter) per trovare la forza di cui ha bisogno. (foto e trailer all’interno

Il film andrebbe visto in lingua originale per cogliere ogni incertezza e ogni singolo miglioramento linguistico di un Colin Flirth assolutamente perfetto. L’eccentrico logopedista Lionel Logue è interpretato da Geoffrey Rush, genio indiscusso della recitazione, che sarà la sua forza e la sua vera medicina.

Sembra di rivivere la storia dell’oratore ateniese Demostene che superò la sua balbuzie grazie ad un attore che con zelo e controllo lo condusse verso la guarigione. La forza è dentro ognuno di noi, a volte sembra assopita e debole ma grazie ad un amico che spolvera le insicurezze si può rendere invincibile. Il percorso che i due intraprendono tra tecniche di respirazione e scioglilingua improbabili: “Sono un setacciasassi, ho un setaccio di sassi setacciati e uno di sassi non setacciati, perché sono un setacciasassi.”porta al superamento del limite e al successo.

Il legame paziente/medico va oltre il confine professionale e diventa amicizia, sostegno, cura. Ci uniamo all’ applauso finale della folla al re che riesce a leggere un discorso emozionante al suo popolo senza incertezze nè inciampi. Per la sublime qualità degli attori e la ricercata regia sembra di essere seduti in platea assaporando un’opera teatrale di altissimo livello. Un film raffinato, avvolgente, intimo. Assolutamente da vedere.

foto dalla rete

6 Commenti su Al cinema con Gossippando:la recensione de ‘Il discorso del Re’

  1. per me un pò corto e veloce per essere da 9 diciamo un 7
    bella rubrica!!!

  2. Per me é un 9: sublime-

  3. Stellavellutata // 14 marzo 2011 alle 17:19 //

    in genere non amo i film storici o in costume, spt al cinema. Però Colin Firth e Helena B. Carter sono garanzia di qualità!

  4. si si bello però l’ho trovato anche un pochino noioso e lento
    ps comunque bella recensione =P

  5. ludovica // 14 marzo 2011 alle 16:56 //

    bellissimo film…..bellissima recensione…ottima scelta degli attori
    voto 8

  6. corinna // 14 marzo 2011 alle 16:48 //

    incredibile questa rubrica segue proprio i miei gusti ahhaha
    lo voglio vedereeeeeeeeeeeeeeeeeeeee

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