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Addio al genio visionario ed innovativo Steve Jobs!

Lui non c’entra nulla con il gossip, con lo showbiz e il mondo dello spettacolo se non fosse che come noi comuni mortali anche le star sono state da sempre le prime estimatrici dei suoi gioielli tecnologici, delle sue invenzioni. E lui, il genio, il visionario, il guru di tutti gli informatici del mondo, colui che da molti è stato indicato come il ‘Leonardo Da Vinci’ del nuovo e vecchio millennio non c’è più! Steve Jobs è morto a soli 56 anni e dopo una dura lotta contro un brutto cancro al pancreas che l’aveva colpito anni fa e che lo scorso agosto per la seconda volta lo aveva costretto a dimettersi dalla presidenza della sua Apple.

A lui dobbiamo dire grazie, per le sue innumerevoli invenzioni a tutti noi note (Mac, i-Tunes, i-Pod, i-Phone e i-Pad) ma soprattutto per il messaggio che ha diffuso nel corso della sua vita da figlio ‘ripudiato’ ed adottivo, a genio non sempre compres e il cui motto era “Siate affamati. Siate folli“. Pensiero che si racchiude in due video significativi, quello della pubblicità ‘Think Different’ e quello del suo discorso all’Università di Stanford nel 2005 che potete leggere interamente nelle traduzioni e video all’interno, oltre ad una breve biografia e alcune immagini comprese quelle dei tributi in sua memoria in giro per il mondo! Ciao Steve..RIP!

 

dalla traduzione dello spot ‘Think Different’:

Questo film lo dedichiamo ai folli. Agli anticonformisti, ai ribelli, ai piantagrane, a tutti coloro che vedono le cose in modo diverso. Costoro non amano le regole, spece i regolamenti e non hanno alcun rispetto per lo status quo. Potete citarli, essere in disaccordo con loro; potete glorificarli o denigrarli ma l’unica cosa che non potrete mai fare è ignorarli, perchè riescono a cambiare le cose, perchè fanno progredire l’umanità. E mentre qualcuno portebbe definirli folli noi ne vediamo il genio; perchè solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero.

il video

 la traduzione del discorso all’Università di Stanford del 14 giugno 2005

Sono onorato di essere con voi oggi, per la vostra laurea in una delle migliori università del mondo. Io non mi sono mai laureato. Ad essere sincero, questo è la cosa più vicina ad una laurea, per me. Oggi voglio raccontarvi tre storie che mi appartengono. Tutto qui. Niente di particolare. Solo tre storie. La prima storia parla di unire i puntini. Ho smesso di frequentare il Reed College dopo i primi 6 mesi, ma gli sono rimasto attorno per altri 18 mesi prima di lasciarlo definitivamente. Perchè lo feci?

Tutto cominciò prima che nascessi. Mia madre biologica era una giovane studentessa universitaria nubile e decise di darmi in adozione. Sentiva nel suo cuore che io dovessi essere adottato da un laureato, così venne preparata la mia adozione, alla nascita, per un avvocato e sua moglie. Solo quando vidi la luce questi decisero all’ultimo momento di desiderare una bambina. Quindi i miei genitori, che erano in lista d’attesa, vennero chiamati nel mezzo della notte da una voce che chiedeva:

“Abbiamo un bambino indesiderato, lo volete?” Essi dissero: “Certo”. Mia madre biologica scoprì in seguito che mia madre non si era mai laureata a che mio padre non aveva neanche il diploma di scuola superiore. Rifiutò di firmare i documenti per l’adozione. Accettò, riluttante, solo qualche mese dopo quando i miei genitori promisero che un giorno sarei andato all’università. 17 anni dopo andai all’università.

Ma ingenuamente scelsi un istituto universitario costoso quanto Stanford, e tutti i risparmi dei miei genitori lavoratori furono spessi per la retta. Dopo sei mesi non riuscivo a vederne l’utilità. Non avevo idea di cosa fare nella vita e nessun indizio su come l’università avrebbe potuto aiutarmi a capirlo. Così spesi tutti i soldi che i miei genitori avevano risparmiato in un’intera vita di lavoro. Decisi di non seguire il piano degli studi obbligatorio, confidando nel fatto che tutto si sarebbe sistemato. Ero molto spaventato da quella decisione, ma col senno di poi, sarebbe stata una delle migliori decisioni che avessi mai preso.

Nel momento in cui scelsi un piano di studio personalizzato avevo la possibilità di ignorare le lezioni che non mi interessavano e di scegliere quelle che mi apparivano più interessanti. Non era per niente romantico. Non avevo una stanza al dormitorio, così dormivo sul pavimento in stanze di amici. Restituivo i vuoti di cocacola per i 5 centesimi di deposito, ci compravo da mangiare, e mi facevo più di 10 kilometri a piedi attraverso la città, ogni domenica notte, per avere un pasto a settimana al tempio Hare Krishna.

Che bello. Tutto quello in cui inciampai semplicemente seguendo la mia curiosità ed il mio intuito si rivelarono in seguito di valore inestimabile. Per esempio: il Reed College all’epoca offriva quello che era probabilmente il miglior corso di calligrafia del paese. In tutto il campus, ogni manifesto, ogni etichetta su ogni cassetto, era meravigliosamente scritto a mano. Decisi di prendere lezioni di calligrafia.

Appresi la differenza tra i tipi di caratteri con grazie e senza grazie. Imparai l’importanza della variazione dello spazio tra combinazioni diverse di caratteri. Mi insegnarono quali elementi fanno della tipografia, una grande tipografia. Era affascinante: si trattava di storia, bellezza ed arte come la scienza non può catturare. Niente di tutto ciò aveva la benchè mnima speranza di una qualunque applicazione nella mia vita. Ma dieci anni dopo, quando stavamo progettando il primo computer Macintosh, tutto mi tornò utile. E lo mettemo interamente nel Mac. Era il primo computer che curasse la tipografia.

Se non avessi mai scelto quel corso, al college, il Mac non avrebbe mai avuto font proporzionali e font a larghezza fissa. E siccome Windows ha copiato il Mac, è probabile che nessun computer li avrebbe avuti. Se non avessi scelto di interrompere il piano degli studi obbligatorio non avrei scelto quel corso di calligrafia ed i personal computer avrebbero potuto non avere la stupenda tipografia che hanno. Era ovviamente impossibile unire i puntini guardando al futuro mentre ero al college e capire in cosa si sarebbe concretizzata.

Ma la realizzazione era estremamenta chiara, guardardando alle spalle, dieci anni dopo. Ve lo ripeto, non puoi unire i puntini guardando al futuro, puoi connetterli in un disegno, solo se guardi al passato. Dovete quindi avere fiducia nel fatto che i puntini si connetteranno, in qualche modo, nel vostro futuro. Dovete avere fede in qualcosa – il vostro intuito, il destino, la vita, il karma, quello che sia.

Questo approccio non mi ha mai deluso e ha fatto tutta la differenza nella mia vita La seconda storia parla d’amore e di perdita. Sono stato fortunato – ho scoperto quello che amavo fare molto presto. Woz ed io fondammo la Apple nel garage dei miei genitori quando avevo vent’anni. Lavorammo duro, e in 10 anni la Apple crebbe dai due che eravamo in un garage ad una società da 2 miliardi di dollari con più di 4000 impiegati.

Avevamo appena creato il nostro miglior prodotto – il Macintosh – un anno prima, e io avevo appena compiuto 30 anni. E fui licenziato. Come si fa ad essere licenziati dalla compagnia che hai fondato? Beh, non appena la Apple si espanse assumemmo qualcuno che pensavo fosse molto capace nel gestire l’aziende con me, e per il primo anno le cose andarono bene. Ma la nostra visione del futuro cominciò a divergere e alla fine decidemmo di rompere. Quando ci fu la rottura i nostri dirigenti decisero di stare dalla sua parte.

Così, a trent’anni, ero fuori. E molto pubblicamente. Il centro della mia vita da adulto era completamente andato, sparito, è stato devastante. Non ho saputo che pesci pigliare per un po’ di mesi. Sentivo di aver deluso la precedente generazione di imprenditori per aver mollato la presa. Incontrai David Packard e Bob Noyce per cercare di scusarmi per aver rovinato tutto così malamente. Fu un fallimento pubblico, pensai addirittura di andarmene. Ma qualcosa, lentamente, si faceva luce in me. Amavo ancora quello che avevo realizzato. L’inaspettato e repentino cambiamento alla Apple non avevano cambiato quello che provavo, neanche un poco. Ero stato rifiutato, ma ero ancora innamorato.

Quindi decisi di ricominciare. All’epoca non me ne accorsi, ma il mio licenziamento dalla Apple fu la cosa migliore che poteva capitarmi. Il peso del successo fu rimpiazzato dall’illuminazione di essere un principiante ancora una volta, con molta meno sicurezza su tutto. Questo mi liberò e mi consentì di entrare in uno dei periodi più creativi della mia vita.

Durante i cinque anni successivi, fondai una società di nome NeXT, un’altra di nome Pixar, a mi innamorai di una meravigliosa donna che sarebbe poi diventata mia moglie. Pixar finì per creare il primo film animato al computer della storia, Toy Story, ed è ora lo studio di animazione più famoso al mondo. Apple, con una mossa notevole, acquisì NeXT, io tornai ad Apple, e la tecnologia che sviluppo con NeXT è oggi nel cuore dell’attuale rinascimento di Apple. Laurene ed io abbiamo una stupenda famiglia. Sono sicurissimo che niente di tutto ciò sarebbe accaduto se non fossi stato licenziato da Apple. E’ stato un boccone amarissimo da buttar giù, ma era la medicina di cui avevo bisogno. A volte la vita ti colpisce in testa come un mattone.

Non perdete la fede. Sono convinto del fatto che l’unica cosa che mi ha consentito di proseguire sia stato l’amore che provavo per quello che facevo. dovete trovare ciò che amate. E’ questo è tanto vero per il vostro lavoro quanto per chi vi ama. Il lavoro riempirà gran parte della vostra vita e l’unico modo per essere veramente soddisfatti e quello di fare quello che pensate sia il lavoro migliore. E l’unico modo per fare il lavoro migliore e quello di amare quello che fate. Se non lo avete ancora trovato, continuate a cercare. Non vi fermate. Come tutti gli affari di cuore, lo saprete quando lo troverete. E, come nelle migliori relazioni, diventerà sempre migliore al passare degli anni.

Quindi, continuate a cercarlo fino a quando non l’avrete trovato. Non fermatevi.La terza storia parla di morte. Quando avevo 17 anni, lessi un brano che diceva più o meno: “se vivi ogni giorno come se fosse l’ultimo, prima o poi lo sarà veramente”. Rimasi impresso, e da allora, per gli ultimi 33 anni, ho guardato nello specchio ogni mattina e mi sono chiesto: “se oggi fosse l’ultimo giorno della mia vita, vorrei veramente fare quello che sto per fare oggi?” E ogni volta che la risposta fosse “No” per troppi giorni di seguito sapevo di aver bisogno di cambiare qualcosa.

Ricordare che morirò presto è stato lo strumento più importante che mi ha consentito di fare le scelte più grandi della mia vita. Perchè praticamente tutto – tutte le aspettative, l’orgoglio, le paure di fallire – tutte queste cose semplicemente svaniscono di fronte alla morte, lasciandoci con quello che è veramente importante. Ricordarsi che moriremo è il modo migliore che conosco per evitare le trappola di pensare di avere qualcosa da perdere. Siete già nudi. Non c’è nessun motivo per non seguire il vostro cuore.

Circa un anno fa mi è stato diagnosticato un cancro. Ho fatto una TAC alle 7:30 del mattino e mostrava chiaramente un tumore nel mio pancreas. Non sapevo neanche cosa fosse un pancreas. I dottori mi dissero che si trattava sicuramente di un tipo di cancro incurabile, e che avrei avuto un’aspettativa di vita non superiore ai 3-6 mesi. Il mio dottore mi consigliò di andare a casa e di sistemare le mie cose, che è il messaggio in codice dei dottori per dirti di prepararti a morire. Significa che devi provare a dire ai tuoi bambini ogni cosa che pensavi di dirgli nei prossimi dieci anni, in pochi mesi. Significa che devi assicurarti che ogni cosa sia a posto così che sarà la più facile possibile per la tua famiglia.

Significa che devi dire addio. Ho vissuto con quella diagnosi tutto il giorno. Più tardi, nel pomeriggio, mi è stata fatta una biopsia. Mi hanno infilato un endoscopio nella gola che è passato per il mio stomaco ed il mio intestino. hanno messo un ago nel mio pancreas e hanno prelevato alcune cellule dal tumore. Ero sotto sedativi, ma mia moglie, che era lì, mi ha detto che quando hanno analizzato le cellule al microscopio i dottori cominciarono a piangere perchè scoprirono che si trattava di una rarissima forma di cancro pancreatico curabile con la chirurgia.

Sono stato operato. Ora sto bene. E’ stata la mia esperienza più vicina alla morte e spero che rimanga tale per qualche decennio ancora. Avendola superata posso finalmente dirvi con più certezza di quando la morte era semplicemente un utile concetto ma puramente intellettuale: Nessuno vuole morire. Neanche chi vuole andare in paradiso vuole morire per arrivarci. E nonostante tutto, la morte è la destinazione che condividiamo. Nessuno vi è mai sfuggito. E così dovrebbe essere perchè la Morte è probabilmente l’unica, migliore invenzione della Vita. E’ l’agente di cambiamento della Vita.

Elimina il vecchio per far spazio al nuovo. Proprio adesso il nuovo siete voi, ma un giorno non troppo distante da oggi, diventerete gradualmente il vecchio che deve essere eliminato. Mi dispiace essere così drammatico, ma questa è la verità. Il vostro tempo è limitato, quindi non sprecatelo vivendo la vita di qualcun altro.

Non lasciatevi intrappolare dai dogmi – che vuol dire vivere seguendo i risultati del pensiero di altri. Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui lasci affogare la vostra voce interiore. E, cosa più importante, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore ed il vostro intuito. Loro sanno già quello che voi volete veramente diventare. Tutto il resto è secondario. Quando ero giovane, c’era un’incredibile pubblicazione chiamata The Whole Earth Catalog, che era una delle bibbie della mia generazione.

Era stata creata da un tizio di nome Stewart Brand non troppo lontano da qui, a Menlo Park, e la portò alla luce con il suo tocco poetico. Stiamo parlando dei tardi anni ’60, prima dei computer ed il desktop publishing, quidi era tutta fatta con macchine da scrivere, forbici e Polaroid. Era una sorta di Google di carta, 35 anni prima della venuta di Google: era idealistico, e pieno di strumenti utili ed informazioni preziose. Stewart ed il suo gruppo pubblicaro molti numeri del Grande Catalogo Mondiale fino all’ultima edizione.

Eravamo a metà degli anni ’70 ed io avevo la vostra età. Sul retro di copertina dell’ultimo numero c’erà la foto di una strada di campagna all’alba, quel tipo di strada sulla quale potreste trovarvi a fare l’autostop se voste così avventurosi.

Sotto c’erano queste parole “Siate affamati, siate folli siate assurdi”. Questo era il messaggio di congedo. Rimanere affamato. Rimanere folle Rimanere assurdo. Me lo sono sempre augurato. Ed ora, per voi che state per laurearvi, lo auguro a voi. Siate affamati. Siate folli. Grazie

Il video

La biografia: Steve Jobs era nato in California a Green Bay, nel 24 febbraio 1955, da una giovane coppia di studenti universitari, Joanne Carole Schieble, e Abdulfattah Jandali. Fu dato in adozione ancora in fasce a una famiglia che avrebbe dovuto garantirgli un futuro migliore, consentendogli di iscriversi all’universita’, come ha raccontato lo stesso Jobs.

La coppia pero’ si tiro’ indietro all’ultimo momento: scelsero una bambina. Il futuro amministratore delegato fu cosi’ allevato da Paul e Clara Jobs di Santa Clara Valley, sempre in California. Fin da bambino si mise in luce per le sue brillanti capacita’ scientifiche fino a diplomarsi a 17 anni nel 1972 alla Homestead High School di Cupertino, dove quattro anni dopo sara’ fondata Apple.

Nello stesso anno si iscrisse al Reed College di Portland, per specializzarsi in informatica, ma dopo un semestre decise di abbandonare l’universita’, dove pero’ continuo’ a seguire alcuni corsi che si rivelarono utilissimi quando anni dopo lancio’ i computer con i programmi di grafica che hanno rivoluzionato l’intero settore.

Nel 1974 Jobs coinvolse il suo ex compagno di liceo e caro amico Steve Wozniak e insieme l’1 aprile 1976 fondarono Apple Computer: crearono i modelli di microcomputer particolarmente avanzati per l’epoca, Apple I fu il primo modello, ne seguirono molti altri. Wozniak dopo un incidente aereo nel 1983 lascio’ Apple. Jobs convinse l’allora presidente della Pepsi, John Sculley, a unirsi a lui. Una mossa pessima: a seguito dell’insuccesso del lancio di Apple III nel 1985, Jobs venne estromesso dal consiglio di amministrazione della societa’.

Non si perse d’animo e fondo’ Next Computer con l’obiettivo di creare una nuova rivoluzione tecnologica. Il 1995 e’ l’anno piu’ difficile della storia di Apple, il nuovo amministratore delegato Gil Amelio offre in licenza il sistema operativo di Apple ad altri produttori di pc, poi si fa da parte, ripescando Jobs, che torna alla guida della societa’ nel dicembre 1996.

Da li’ in poi e’ la svolta: nel 2002 e’ la volta dell’iPod e dello sviluppo della piattaforma Itunes, il piu’ grande mercato virtuale legalizzato di musica. Negli anni successivi arrivano l’iBook (2004), il MacBook (2005) ed il G4 (2003/2004) e poi l’iPhone. Ma e’ nell’ottobre 2003 che la sua vita cambia: a quell’anno risale infatti la prima diagnosi di cancro, che non fu resa nota. Solo l’anno successivo Jobs ammise di aver superato il primo intervento e di non aver bisogno di chemioterapie.

Anche in quei mesi a sostituirlo fu chiamato il suo braccio destro, Tim Cook. Difficile per gli analisti di mercato dire se il vuoto che lascia sia davvero incolmabile. Di certo per l’azienda che Jobs ha fondato con un gruppo di amici a partire dal garage di una piccola citta’ californiana si apre una fase piu’ che mai delicata

fonte| Corriere dell SeraDail Mail – foto Apple.it

6 Commenti su Addio al genio visionario ed innovativo Steve Jobs!

  1. pandina86 // 6 ottobre 2011 alle 23:51 //

    Arrivederci ad una delle menti più brillanti degli ultimi tempi ;-( (F)

  2. un uomo straordinario, una grande mente, una persona fantastica, ha cambiato il mondo, ha cambiato un’ era e tutto questo in una vita così’ breve… RIP

  3. Quest’uomo era un genio!!!

  4. Non sono una estimatrice della Apple ma riconosco l’indubbio valore intellettuale e umano di questo uomo che comunque ha dato tanto di sè al mondo tecnologico e probabilmente non solo a quello. Che riposi in pace

  5. @ Stellavellutata:
    ti consiglio di vedere e sentire soprattutto i due video…e capirai chi era, a prescindere da creazioni tecnologiche 😉

  6. Stellavellutata // 6 ottobre 2011 alle 10:53 //

    Io sono una capra con la tecnologia, non ho nulla della apple e non conosco nemmeno molto bene il lavoro di Jobs ma come sempre mi dispiace moltissimo che una persona così giovane (ed evidentemente piena di amore per la vita) sia morta ;-(

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